Mare Monstrum

Il titolo di questo articolo non si riferisce alla brutalità del mare, sebbene esso debba essere rispettato e talvolta temuto, bensì alla crudeltà di chi traccia un confine tra acqua e terra lasciando corpi al di là della barriera.

Da bambino mi capitava spesso di tracciare con un bastone una lunga riga sulla sabbia quasi ad impedire all’onda di passare. Ma l’onda passa, inconsapevole di qualsiasi impedimento. Allo stesso modo inutili e insensati sono i divieti posti dai governi, destinati anch’essi ad essere travolti dalla marea.

Ciò nonostante tali divieti sortiscono alcuni effetti devastanti, il primo è l’assassinio di un enorme numero di persone (dico assassinio e non genericamente “morte” in quanto l’effetto è prevedibile e volontario). Un altro esito delle politiche isolazioniste è quello di mettere i popoli l’uno contro l’altro eliminando i vantaggi della cooperazione ed accettando le limitazioni che la stessa propaganda dice di voler eliminare. Ma cos’è un confine se non una limitazione?

Perché ci lasciamo sedurre da parole tanto insensate quando è così evidente il vantaggio che deriverebbe da un libero scambio culturale, economico ed affettivo? Cosa ci porta a puntare il dito verso il vero mostro e a dire “ha ragione!” mentre consideriamo mostruosi esseri umani che tendono la mano in cerca d’aiuto?

Tante le domande a cui cerco invano una risposta, mi aiuta un po’ la traduzione letta su Facebook di un articolo di Fintan O’Tole tradotto da Alex Brunori che consiglio a tutti di leggere: “Le prove di fascismo sono in corso“. Il lucidissimo articolo è principalmente riferito a Trump ed all’immigrazione messicana, ma è perfettamente adattabile alla situazione europea ed italiana in particolare (soprattutto perché di fascismo noi ci intendiamo più di altri).

Leggendo l’articolo mi sono accorto che la “teoria della montagna di merda” torna sempre più attuale, e che noi dobbiamo usare tutte le nostre forze per spalar via l’immonda sostanza dal mondo in cui vivranno i nostri figli.

 

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